Quando si fa teatro a scuola | milestone #2 | L’altra porta
A 18 anni ho coordinato il mio primo gruppo teatrale scolastico e da allora i progetti che uniscono teatro e scuola hanno rappresentato dei momenti importanti nella mia professione. In questi brevi articoli condivido alcuni punti chiave (milestone) che sono diventati parte di questo lavoro.
La scuola ci allena a livellare le emozioni.
Le appiana, le pialla e spesso le rifiuta o le ignora.
Mettiamoci nei panni di un* studente.
La lezione in classe ti mette voglia di correre e gridare, vorresti piangere per un voto ricevuto, vorresti cantare per un’intuizione brillante che hai trovato tra i libri di testo.
Vorresti, ma se provi a farlo vieni prima giudicato dai tuoi compagni e poi dal tuo docente.
Nel migliore dei casi il tuo impeto espressivo verrà fissato in una memorabile nota sul registro.
La scuola nel 99% dei casi non è il luogo dell’emotività e della libertà nella forma espressiva.
Puoi esprimerti in modo razionale e calcolato, ma prova tu a rispondere a una domanda di geografia con passo di danza.
Al contrario, quando si fa teatro a scuola, quella porta che si impara a tenere ben chiusa, dovrebbe essere ben aperta per far passare le emozioni.
Quando si fa teatro a scuola si dovrebbe imparare a liberare le emozioni a l’opposto di come si fa in classe.
Per questo fare teatro a scuola è così complesso e così importante.
Hai bisogno di piangere? Piangi. Hai bisogno di ridere? Ridi. Qualcosa ti imbarazza? Fallo notare. Qualcosa ti indigna? Protesta a gran voce. Vuoi chiudere gli occhi e ascoltare il tuo respiro? Lasciati andare.
Il teatro è il luogo del “sì”. È il luogo dove impari a rispondere “sì” alle tue emozioni. È il luogo dove, se il tuo corpo ti chiede di metterti in un angolo a meditare, allora devi farlo. Se il tuo spirito di chiede di stare nel gruppo e interagire, allora lo devi assecondare. Solo rispondendo “sì” a sé stessi, solo imparando ad aprire quella porta, ogni partecipante al gruppo teatrale saprà abbandonare il rifiuto delle emozioni per risvegliare il proprio fiuto per le emozioni.
L’obiettivo è imparare a seguire la propria voce interiore e quella dei personaggi che si interpreteranno.







