Quando si fa teatro a scuola | milestone #5 | Gioco di specchi
A 18 anni ho coordinato il mio primo gruppo teatrale scolastico e da allora i progetti che uniscono teatro e scuola hanno rappresentato dei momenti importanti nella mia professione. In questi brevi articoli condivido alcuni punti chiave (milestone) che sono diventati parte di questo lavoro.
Quando faccio teatro a scuola spesso propongo un esercizio che trovo molto utile (e semplice) per stimolare l’osservazione e creare delle alternative alla frontalità presente in classe.
Infatti ho notato come i ragazzi e le ragazze tendono a riprodurre in sala prove le dinamiche alle quali sono abituati a scuola. Delle dinamiche che non aiutano molto la creatività. I partecipanti si propongono come soggetti dipendenti dal giudizio e dalle istruzioni di una autorità e solo sporadicamente propongono delle idee in modo spontaneo. L’esercizio che propongo serve per iniziare a modificare questa dinamica.
Immagina un gruppo composto da 15 a 40 partecipanti dai 14 ai 19 anni, in uno spazio con un pavimento confortevole come una palestra.
Per iniziare: tutto il gruppo si dispone in cerchio. Cerca di rendere il cerchio particolarmente regolare sia per la distanza di ognuno da centro (raggio) sia per la distanza di ciascuna persona dall’altra (circonferenza).
Fai notare in che punti il cerchio non ti sembra ben eseguito, sottolinea i punti in cui il cerchio è ben realizzato. Quando lo fai notare cerca di non trasformare i tuoi commenti in ordini. Non dire: “Voi tre mettetevi più distanti” bensì “In questo punto si nota come il ritmo del cerchio non ha lo stesso respiro come da altre parti. Facciamo in modo che il ritmo sia omogeneo”.
Ricorda: nei tuoi commenti è il cerchio che non è ben eseguito, non sono i ragazzi che sbagliano a fare il cerchio.
Osserva se le persone reagiscono alle tue osservazioni: risolvono il problema autonomamente? Non reagiscono alle informazioni che fornisci? In ogni caso non cambiare lo stile della tua comunicazione. Esponi i problemi, ma non cercare di risolverli. In poche parole non entrare nell’ottica dell’adulto che corre in soccorso dei minori.
Attenzione, cerca di essere esigente, il cerchio tenderà a schiacciarsi, portando le persone più insicure ad avvicinarsi o allontanarsi da te o noterai come si tenderanno ad ammassare le persone che hanno più confidenza tra di loro, allontanando di conseguenza chi si sente solo.
Il cerchio deve essere ben eseguito, questa è una priorità.
Una volta che il gruppo è riuscito a comporre un cerchio regolare proponi dei movimenti in slow motion, senza però anticipare a parole l’esercizio che si sta realizzando.
Inizia a compiere i tuoi movimenti, molto lentamente. Movimenti semplici, come muovere un braccio verso l’alto o spostare il baricentro del tuo corpo. Attendi che le persone si uniscano a te nei movimenti.
In ogni caso non spiegare quello che stai facendo e non richiamare l’attenzione a parole. Lascia che i partecipanti osservino e che interpretino quello che accade. Vedrai in breve si creerà un bel silenzio e tanta concentrazione. Anche chi aveva bisogno di essere rassicurato, inizierà a seguirti.
Ora, mentre esegui l’esercizio, ti renderai conto che la disposizione a cerchio ti porta a una condizione particolare. Sei ben visibile a chi è più lontano da te, ma i tuoi movimenti sono più difficili da decifrare da chi ti sta più vicino.
Cosa comporta questo? Comporta che chi ti sta vicino deve fare affidamento su chi ti è più lontano per eseguire correttamente i movimenti. Creando un interessante gioco di specchi. Nel cerchio ognuno diviene non solo osservatore dei movimenti, ma anche punto di riferimento per gli altri.
Quando l’esercizio diviene chiaro a tutti passa il testimone a una persona del gruppo che avrà il compito di guidare i movimenti del cerchio. Fai quindi ruotare il comando dell’esercizio permettendo a tutti di poter dialogare con il cerchio.
Alcuni consigli importanti:
- i ragazzi sentiranno l’esigenza di svolgere correttamente i movimenti, rassicurali sul fatto che non si tratta di imitare, bensì di interpretare
- i movimenti non devono mettere a prova il fisico, ma far rendere conto i partecipanti della disponibilità e delle sensazioni del proprio corpo
- questo esercizio potrebbe richiedere dai 30 ai 50 minuti di esecuzione








