Sceneggiatura & Drammaturgia | Trova le differenze
In questo articolo condivido con voi alcune riflessioni (non esaustive) su sceneggiatura e drammaturgia. Due tecniche di scrittura accumunate da alcuni principi, ma che divergono per molti dettagli. Sicuramente c’è qualcosa che mi sfugge e qualche considerazione che si potrebbe aggiungere, mi aiutate a integrare delle riflessioni?
Facciamo un po’ di ordine (anche rischiando di essere banali).
La sceneggiatura è una scrittura per immagini, suoni e azioni, ed è pensata per la realizzazione di produzioni filmiche (per cinema, tv, web, …).
La drammaturgia è una forma di scrittura per movimenti ed azioni, ed è solitamente pensata per allestimenti teatrali (nel senso più ampio del termine).
In entrambe troverete didascalie, dialoghi, monologhi, ambientazioni, scene, … Entrambe seguono degli standard specifici nell’impaginazione (ad essere onesti nella sceneggiatura le regole dell’impaginazione sono più rigide e rispettate, mentre il testo drammaturgico spesso asseconda il gusto e le necessità dell’autore più che della produzione. Questa differenza è data dal fatto che l’industria cinematografica è più strutturata di quella teatrale, ovvero una sceneggiatura viene condivisa con più figure professionali che hanno bisogno di un linguaggio maggiormente codificato per poter svolgere il proprio lavoro. In teatro spesso accade che ci siano meno passaggi tra scrittura e produzione e quindi meno necessità di un linguaggio condiviso).
Entrambe sono dei mezzi e non dei prodotti finali.
Entrambe si fondano su conflitto, contrasto, polarità (approfondiremo questi aspetti nelle prossime lezioni, un passo alla volta).
In entrambe sono fondamentali il ritmo, l’atmosfera e il genere (anche su questi punti approfondiremo).
- Le differenze tra sceneggiatura e drammaturgia emergono fondamentalmente nel prodotto finale al quale tendono:
la drammaturgia porta all’allestimento di uno spettacolo che molto probabilmente si svolgerà dal vivo e in tempo reale alla presenza di un pubblico, mentre la sceneggiatura porta ad un prodotto che potrà essere riprodotto più volte senza variazioni sostanziali, anche con pause, riavvolgimenti, etc.. attraverso i mezzi più disparati (grande schermo, tv, tablet, cellulari, …) e nelle situazioni più disparate (al cinema, sul tram, …). Questi sono elementi sui quali lo sceneggiatore e la sceneggiatrice devono riflettere. Non è la stessa cosa scrivere una sceneggiatura per un prodotto che verrà visto in una sala cinematografica, da uno che verrà invece visto principalmente sul cellulare. (anche su questo fronte si apre un capitolo infinito, spero che ne potremmo parlare durante il nostro percorso). - la drammaturgia porta ad una rappresentazione durante la quale la distanza tra scena e pubblico sarà tendenzialmente fissa, mentre la sceneggiatura porta alla realizzazione di un’opera nella quale la distanza del punto di vista dello spettatore dipende dalla macchina da presa e dalle differenti ottiche utilizzate, che porteranno ad un avvicinamento o ad un allontanamento della visuale dello spettatore. Quindi durante la scrittura di una sceneggiatura potete chiedervi: che punto di vista offro al mio pubblico? Perché sto affrontando la storia/dramma/azione da questa visuale? Non sarebbe più effettivo assumere un altro punto di osservazione? Quando invece scrivete un testo teatrale dovete considerare che il pubblico (solitamente) non potrà muoversi dalla propria poltroncina. In teatro oltretutto c’è una marcata differenza di visuale tra chi siede tra i primi posti in platea (vicino alla scena) e chi invece siede negli ultimi posti in galleria. Parlo di una distanza che può arrivare a qualche decina di metri di differenza. Quindi la gestualità e i dettagli proposti in un testo teatrale che si rivolge a spettatori che assistono all’azione fino a 20/30 metri di distanza, sarà diversa dalla gestualità e i dettagli che possono essere esposti in una sceneggiatura dove con lo sguardo degli spettatori può avvicinarsi fino al minimo dettaglio. Le emozioni e le situazioni che vivranno i personaggi saranno sicuramente diverse tenendo conto di questa distanza tra mezzo e mezzo.
- la drammaturgia presenta delle azioni, delle ambientazioni, delle situazioni che si svolgono sulla scena, ovvero sul palco di un teatro (o di un luogo dedito alla rappresentazione teatrale), questo significa che i cambi di ambientazione (spazio/tempo) subiranno un evidente limite strutturale. In scena si potrà realizzare tutto quello che potrà essere allestito o che potrà essere evocato dagli attori durante la rappresentazione. In sceneggiatura le ambientazioni possono essere numerose e disparate, la loro successione può essere molto ritmata sullo schermo, in quanto la rappresentazione non avviene dal vivo. In sceneggiatura non avete limiti di fantasia, solo di budget. In drammaturgia, quando le differenti ambientazioni proposte indicano anche un cambio di scenografia, si devono affrontare delle soluzioni tecniche che possono complicare la realizzazione. Sicuramente la tecnologia (ad esempio attraverso proiezioni) può venire in contro a questa problematica legata agli allestimenti teatrali.
- uno spettacolo teatrale, solitamente, si presenta ad un pubblico. Solitamente non si assiste da soli ad uno spettacolo teatrale. Un prodotto video può essere (lo è sempre di più) visto da una sola persona alla volta. Questo significa che, tendenzialmente, il testo teatrale si rivolge ad un “noi / voi / loro” ad un pubblico che siede in sala (anche a decine di metri di distanza), mentre il video si rivolge ad un “tu” (a qualcuno che mi osserva da vicino). Il video può raggiungere più persone, ma probabilmente le raggiunge una persona alla volta (pensate alle piattaforme di streaming online). Il teatro può diventare anche un’esperienza intima, di vicinanza e di dialogo, di cura del dettaglio e di vicinanza, ma molto dipende dal “dove” viene realizzato. In una piccola sala, senza distanza tra pubblico e interpreti, senza separazione tra scena e platea, una simile operazione diviene fattibile
- in teatro la voce degli attori deve giungere all’udito degli spettatori. È una questione tecnica di cui il drammaturgo (e la regia) deve tenere conto. La sceneggiatura può fare affidamento sul mix audio e può permettersi maggiormente di introdurre e sovrapporre diversi elementi sonori, come musiche, effetti, commenti, … ed è questo forse uno degli elementi più trascurati durante la scrittura di una sceneggiatura. Il suono (la sonorità) è spesso un elemento poco sfruttato e sviluppato, ma che può offrire delle grandi emozioni ai nostri spettatori. Se in teatro si cerca di fare in modo che lo spettacolo sia piacevole anche per chi non sente (tradotto: non scrivere solo dialoghi o monologhi, crea azioni e movimenti), in sceneggiatura dovremmo fare in modo che le nostre scene siano godibili e comprensibili anche per chi non può vedere (tradotto: non mostrare solamente, ma cerca di suggerire attraverso i suoni. Questa è importante: suggerire è forse più efficace di mostrare/indicare).
Per ora mi fermo qua, anche se sento che ci sarebbe molto altro da dire. Mi piacerebbe che queste riflessioni diventassero l’opportunità per aprire un dialogo con voi… avete altre suggestioni su differenze e analogie tra drammaturgia e sceneggiatura?

