Teatro a Scuola

Quando si fa teatro a scuola | milestone #7 | Tovaglioli

A 18 anni ho coordinato il mio primo gruppo teatrale scolastico e da allora i progetti che uniscono teatro e scuola hanno rappresentato dei momenti importanti nella mia professione. In questi brevi articoli condivido alcuni punti chiave (milestone) che sono diventati parte di questo lavoro.

Alla scuola si addice l’ordine, giusto?

I banchi devono essere ben allineati, gli studenti composti, gli appunti ben sistemati all’interno del quaderno.

Quando in classe si consegna un compito o un esercizio, bisogna stare attenti che il tutto sia consegnato in “bella copia”, che la grafia sia comprensibile e decorsa ovvero che sia una calli-grafia. Infine è richiesto che il foglio o il quaderno che gli studenti consegnano non sia stropicciato né macchiato di sugo. Pensate a come reagirebbe un prof. se qualcuno consegnasse un compito su un tovagliolo…

Quando si fa teatro a scuola le cose dovrebbero andare differentemente.

Pensateci.

Nel turbinio creativo del laboratorio teatrale e nella complessità che emerge nell’allestimento di uno spettacolo può accadere che alcuni partecipanti si prendano in carico alcune mansioni.

C’è chi progetta i costumi.

Chi disegna la locandina.

Chi struttura la scenografia.

Chi propone delle musiche.

L’elenco può essere lungo…

Chi coordina un gruppo teatrale scolastico, quando affida delle mansioni a dei partecipanti, dovrà fare attenzione a un elemento.

I ragazzi e le ragazze che si occupano delle diverse mansioni affidate replicheranno in sala prove quello che sono abituati a fare in classe. Ovvero: lavoreranno duramente, si dedicheranno anima e corpo per fare un buon lavoro e (purtroppo) tenderanno a condividere con il gruppo delle belle copie, dei lavori quasi finiti.

E questo non va bene.

Quando si fa teatro a scuola, ovvero quando si lavora tutti assieme a un obiettivo comune, si dovrebbe operare diversamente.

Questo perché, in un processo complesso, esteso e collaborativo come quello di un allestimento teatrale, più utili delle belle copie e dei prodotti finiti sono le bozze.

Le bozze o bozzetti sono le versioni istintive, economiche, veloci, provvisorie e approssimative di uno studio molto complesso che passa attraverso numerosi feedback.

Gli studenti solitamente non sanno cosa sono delle bozze e dei bozzetti.

Gli studenti solitamente non sono abituati a lavorare per proposta-feedback-revisione.

Anzi, spesso sono stati educati a nascondere le loro intuizioni istintive, economiche, veloci, provvisorie e approssimative e a far trasparire solo lavori conclusi, rifiniti, definitivi e onerosi dal punto di vista del lavoro.

L’allestimento di uno spettacolo teatrale vive di bozze e bozzetti che vengono continuamente condivisi, commentati e ri-lavorati.

Quando ad esempio si lavora alla locandina è importante che il ragazzo o la ragazza che si occupa della grafica non presenti un lavoro rifinito al gruppo, ma uno studio in divenire (la bozza appunto) per poter accogliere con maggiore apertura mentale i commenti e le visioni dei propri compagni di viaggio.

Quando si lavora in gruppo è preferibile presentare le proprie intuizioni sulla scenografia su un tovagliolo (possibilmente non macchiato di sugo) rispetto a svelare un plastico in dimensioni 1:1 che ha richiesto giorni e giorni di lavorazione.

Perché? Semplice.

Se il bozzetto non funziona, si può cestinare e crearne subito un altro. Il tovagliolo finisce nel cestino. Senza grossi costi emotivi e lavorativi.

Invece, se il progetto ultra-definito e sovra-lavorato non risulta utile al progetto, allora ci si sente colpiti personalmente, ci si sente non all’altezza e si fa più fatica ad ascoltare le giuste critiche provenienti dal gruppo.

Datemi retta: usate i tovaglioli.

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