Teatro a Scuola

Quando si fa teatro a scuola | milestone #8 | Distribuire le parti

A 18 anni ho coordinato il mio primo gruppo teatrale scolastico e da allora i progetti che uniscono teatro e scuola hanno rappresentato dei momenti importanti nella mia professione. In questi brevi articoli condivido alcuni punti chiave (milestone) che sono diventati parte di questo lavoro.

Se vi è mai capitato di coordinare un gruppo teatrale studentesco ben saprete che uno dei momenti più complessi da gestire è la distribuzione delle parti, ovvero il momento in cui si sceglie chi interpreterà i vari personaggi che agiranno in scena.

È un momento complesso perché richiede pazienza e mediazione, da entrambe le parti (quella di chi coordina e quella dei partecipanti).

È un momento nel quale si ha costantemente il timore di ferire la sensibilità di qualcun*, di escludere alcun* o di caricare eccessivamente di responsabilità alcune personalità. In sintesi, è un momento che non consiglio a nessuno 😀

In questo momento di corsa alla distribuzione/accaparramento delle parti va ricordato al gruppo che l’allestimento di uno spettacolo è un’azione corale e collettiva. La recitazione è la punta dell’iceberg di un sistema molto articolato che coinvolge numerose maestranze (non per forza bisogna andare in scena per fare teatro!). Questo aspetto va ricordato al gruppo costantemente.

È importante altresì ricordare che chi coordina un gruppo teatrale studentesco non deve per forza essere il filtro di tutte le decisioni. A volte è importante delegare al gruppo alcune scelte, togliersi il peso del mondo dalle spalle.

BTW, negli anni ho individuato 3 fasi che contraddistinguono l’avvicinamento alla distribuzione / accaparramento delle parti:

1. quando si propone il testo per la prima volta in sala prove

2. quando si inizia a interpretare il testo in sala prove

3. quando si avvicina il debutto

Ognuna di queste fasi porta problematiche diverse, ma anche possibilità interessanti. Le analizzo una per una.

1. quando si propone il testo per la prima volta

Succede sempre. Almeno, a me, succede ogni volta. Quando arriva il giorno in cui si porta in sala prove il testo che andrà in scena, non faccio nemmeno in tempo a dare inizio alla sessione di lettura, o di avvicinamento all’opera, che diversi partecipanti si avvicinano e mi chiedono: “Posso fare questa parte?”, “Io voglio recitare in questo ruolo”, “Prof., lei come distribuirà le parti?”

Solitamente le mie risposte a queste domande sono:

– “Posso fare questa parte?” risposta: “Leggi prima il testo e non avere fretta di lanciarti, datti tempo e vedi se il personaggio entra nelle tue corde. Rispetta te stesso e rispetta il personaggio. Ne riparleremo, ok?”

– “Io voglio recitare in questo ruolo”, risposta: “Bene, se lo impari a memoria possiamo iniziare a provarlo anche subito.”

– “Prof., lei come distribuirà le parti?”, risposta: “Non chiamarmi prof.! Dammi del tu! Non siamo in classe e abbiamo bisogno di un approccio più creativo, ok?”.

“Ok.. ma come distribuirai le parti?”

“Chi impara a memoria una parte, può provare la parte anche da subito. Chi è da più tempo nel gruppo, solitamente ha la priorità, in modo tale da fare da guida a chi muove i primi passi. Preferirei che le parti più complesse le interpretasse chi ha più esperienza o a chi dimostra in sala prove di star lavorando con costanza. In definitiva non è che do le parti, vi aiuto a sceglierle osservandovi.”

“Va bene, ma se in due scegliamo la stessa parte, come si fa?”

“Chi impara a memoria la parte, la prova. Se entrambi imparate a memoria la parte collaborerete nelle prove dandovi il cambio.”

“E al debutto chi va in scena?”

“Decidete voi. Una. L’altro. Entrambe. Basta che mi avvisate qualche giorno prima su quale sarà la vostra strategia per il debutto, fate voi pensando al bene dello spettacolo.”

Troppo paraculo? Funziona.

2. quando si inizia a interpretare il testo in sala prove

Ad un certo punto iniziano le prove: e tutto cambia. Per esperienza posso dirvi che: le persone che facevano la fila per avere una parte (nel punto precedente) sono quasi tutte scomparse. In pochi infatti impareranno in breve tempo la parte a memoria o cercheranno di impararla e capiranno che quel personaggio non faceva per loro.

Adesso, nella fase 2, quella delle prove, le parti iniziano ad autodistribuirsi anche in modo naturale, a seconda di chi è disponibile a provare le scene.

I ragazzi e le ragazze in sala prove si osservano, si mettono alla prova e capiscono che momento della loro vita stanno vivendo, quanto possono dare e in che contesto si trovano. Solitamente, accade così, e questo aiuta molto il lavoro di (auto)selezione e di consapevolezza nelle scelte.

3. quando si avvicina il debutto

Arrivati a questo punto le parti dovrebbero essere definite, ma ci sono delle domande che mi faccio, come coordinatore, per verificare se tutto è ok con la distribuzione delle parti:

– le parti che i ragazzi e le ragazze interpretano rispettano la loro natura? la loro energia? il loro talento?

– gli/le interpreti sono orgogliosi della loro interpretazione? si vergognano di qualcosa?

– sono consapevoli dei punti di forza e delle fragilità delle loro interpretazioni?

– c’è qualcuno che è troppo esposto? Il gruppo accetta il protagonismo di questa persona?

– c’è qualcuno che ha un ruolo marginale? Soffre per questo? È felice di questo?

Queste domande mi aiutano a trovare il centro di quello che si sta facendo e a risolvere alcune problematiche.

Ci sono stati dei casi in cui nel gruppo c’era qualche persona che ritenevo inadatta al ruolo scelto e che trovavo non del tutto preparata per il debutto. In quei casi ho cercato di essere il più sincero e diretto possibile.

Ho condiviso pensieri del genere: “Sento che la parte che hai scelto non è ancora nelle tue corde e che il debutto rischia di esporti in un ruolo nel quale non sei ancora sicur*. Lo senti anche tu? Come potremmo risolvere la questione?”.

Questo tipo di conversazioni sincere hanno sempre aperto a delle belle soluzioni condivise.

 

Crediti

Testo di: Alessandro Di Pauli

Illustrazione a cura di: Chiara Signorini Gremigni del collettivo artistico LONA fanzine

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